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Perché lavorare con un webdesigner, quando il sito te lo puoi fare da solo?

18 maggio, 2014
webdesign

Esistono molte risorse online per realizzare siti web, magari anche in pochi giorni, e promettono un sacco di cose, di essere semplici da utilizzare, gratuiti eccetera.

Allora, perché mai ci si dovrebbe affidare ad un webdesigner per realizzare un sito?

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Ecco almeno 6 buone ragioni per affidarsi ad un webdesigner professionale:

Obiezione 1: Posso fare tutto da solo, ci vuole poco a fare un sito.

Innanzitutto, quello che a prima vista sembra così “veloce e facile”, con quelle piattaforme online in cui basta inserire i propri testi, foto e logo, molto spesso invece non lo è affatto, e può rivelarsi una faccenda che porta via un sacco di tempo. Sono sicura che per voi il tempo é prezioso, quindi perché perderne facendo da soli qualcosa di cui non siete esperti?

Obiezione 2: So io cosa mi piace, il webdesigner poi vuole sempre “fare di testa sua”.

Questo è un dilemma molto diffuso: il sito deve piacere al cliente o al designer che lo realizza? Inutile stare qui a disquisire, non é questo il problema. La risposta corretta é: a nessuno dei due.

Il sito, infatti, dovrà “piacere” a chi lo userá, cioé al target della vostra utenza. Una volta stabilito a chi si rivolgerá il vostro sito, l’esperto di comunicazione e di grafica saprá quale forma é giusto dargli, é il suo mestiere.

Obiezione 3: Perché devo “pagare un sacco di soldi” quando me lo posso fare da solo, oppure posso trovare chi invece me lo fa per poche centinaia di euro (o meno)?

Come dicevo prima, il tempo é denaro, e state pur certi che se ve lo fate voi da soli, alla fine dei conti non sará gratis, perché vi porterá via un sacco di tempo.
Stessa cosa se lo fate fare a qualche parente o amico, che realizza siti per hobby mentre di mestiere nella vita fa tutt’altro; state pur certi che, a lavorare con un non-professionista, alla fine ne ricaverete più grane che soddisfazioni. Sono sicura che a voi preme di lavorare con qualcuno che i problemi ve li risolva, non che li crei.

Obiezione 4: Ma a me in realtá del sito interessa poco, lo faccio solo perché “bisogna pur esserci” sul web. Per far conoscere la mia attivitá mi baso di più su altre strategie, tipo il passaparola.

Perfetto. Se per la vostra attivitá questa é una strategia vincente, quella del passaparola, significa che va bene così.
Però la domanda é: allora perché avete deciso di impiegare tempo e – presumibilmente – denaro, in qualcosa che secondo voi non serve a nulla?

Il vostro sito web deve servire ad ingrandire la vostra attivitá, farvi conoscere a nuovi potenziali clienti ed in poche parole, aumentare i vostri profitti.

Vi piace l’idea?
Se sì, voi sapete come fare in modo che ciò accada? Io sì, e vi posso aiutare.

Obiezione 5: Ho giá speso soldi per l’immagine aziendale, il logo, una brochure, una piccola campagna pubblicitaria. Per il sito voglio andare al risparmio.

Avete fatto bene ad investire nella vostra immagine aziendale, e spero sinceramente che questo investimento vi stia portando buoni frutti. Ma anche il vostro sito ne fa parte a pieno titolo, di questa immagine, e deve essere coordinata con essa.

Il sito web non é uno strano “oggetto” che naviga lì sul web tanto per esserci, dovrebbe contribuire a rafforzare la vostra immagine ed a comunicare con il vostro pubblico. Questo é un grande punto di forza da migliorare sempre, per posizionarsi meglio sul mercato.

Non ha davvero senso, infatti, spendere energie e risorse per un nuovo logo, biglietto da visita e brochure, se poi quando vi cercano su internet, faticheranno a riconoscervi perchè il vostro sito è improvvisato e poco professionale. Tutto deve essere coordinato per dare di sè l’immagine migliore.

Obiezione 6: Il sito giá ce l’ho, ho speso anche una cifra consistente per realizzarlo, ed il risultato mi sembra buono. Peró se lo cerco sul web non compare, e non mi ha mai aiutato a realizzare nuovi contatti. Quindi, vedi che non serve a niente avere un sito?

Se é questo quello che ti sta succedendo, mi dispiace molto, però si può sempre rimediare.

Non é sufficiente, infatti, realizare un bel sito e averlo pubblicato. Bisogna anche farlo conoscere e renderlo vivo, con contenuti aggiornati, appropriata indicizzazione sui motori di ricerca, parole chiave e diffusione sui social media.

É come farsi realizzare un bell’abito da un sarto famoso: finché non lo indossate, nessuno vedrá come vi sta bene! Quindi, é ora di indossare il vostro “sito su misura” e di farlo entrare in societá perché venga trovato dalle persone giuste!

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…non ci hai capito niente? No problem, l’esperto giusto può farlo per te.
Ed i risultati ci saranno, e saranno quantificabili, questo te lo posso assicurare..

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freelance, graphic

Twago: come funziona, la mia esperienza di grafica (ridere per non piangere).

20 febbraio, 2014
vita da freelance

Twago è una piattaforma di lavoro online nata per favorire l’incontro di domanda ed offerta tra professionisti e committenti nel campo della grafica, del web, della scrittura ed in generale dei servizi di professionisti freelance per le aziende.

Circa un anno fa, a marzo del 2013, ho deciso di provare questa piattaforma e, dopo pochi giorni dall’essermi iscritta al livello “basic”, cioé quello gratuito, ricevo una telefonata di una venditrice che mi propone un upgrade a pagamento al livello Freelancer. Convinta dal fatto che con un account a pagamento avrei avuto un sacco di vantaggi ed occasioni in più, decido di accettare.

Account Freelancer: wow!!..

Con un account Freelancer si avevano a disposizione ben 20 preventivi al mese (l’account basic ne prevede solo 2), quindi mi sono detta: bene, potrò rispondere ad un sacco di annunci ed avere molte più possibilitá.
Tutto bello, certo. Peccato che non esistessero 20 annunci al mese a cui rispondere, almeno non sulla piattaforma italiana e non per un graphic designer, ma di questo me ne sono resa conto solo dopo diversi mesi.

Se rispondete agli annunci per web developer forse avrete qualche possibilitá in più, perché il numero di progetti presenti é molto più elevato, ma quelli di graphic design in generale sono veramente pochi.

Perciò il primo dubbio che mi si presenta é: a cosa servono 20 preventivi a disposizione se in piattaforma non entrano progetti?

Come funziona.

É molto semplice: sulla piattaforma vengono immessi un certo numero di nuovi progetti lanciati da anonimi committenti, ai quali si può rispondere facendo un’offerta.

Facciamo un esempio di un progetto-tipo per un lavoro di grafica: un committente richiede un logo per uno studio professionale. Il cliente allega un breve brief, ed indica il budget a disposizione, che di norma é sempre piuttosto basso. Nella maggior parte dei casi, il brief si compone soltanto di poche righe, piuttosto vaghe, di spiegazione del lavoro richiesto, come se fosse possibile capire quello che vuole un cliente con poche righe. A volte viene allegato il logo vecchio oppure qualche immagine di qualcosa “che piace”. Sulla base di tutte queste corpose informazioni, bisognerebbe fare un’offerta, e tenete presente che non è possibile per il freelance contattare il committente, se non facendo delle domande nei commenti sotto all’annuncio. Peccato che, per la maggior parte dei casi, il committente non si cura di rispondere.

Perciò, se ancora ve la sentite, e se avete parecchia fantasia (e che cavolo, siete o non siete dei creativi..) non vi resta che fare la vostra migliore offerta. Ovviamente scriverete un preventivo il più dettagliato e flessibile possibile, scrivendo ciò che é incluso, e cosa no, il link al vostro portfolio, numero di telefono ed email. Lo inviate, e aspettate.

Le risposte ai preventivi.

Sì.. Aspetta e spera!!

Ne ho mandati 11 di preventivi in questa maniera, il tutto nell’arco di circa 4 mesi – dal 30 marzo al 23 luglio dell’anno scorso – rispondendo a quei pochi annunci consoni, ed in cui il committente avesse dato un minimo di spiegazioni di quello di cui aveva bisogno.

Solo una persona su 11 mi ha risposto ringraziandomi per il preventivo inviato, nessun lavoro mi é stato commissionato. A distanza di quasi un anno, ben 5 di questi progetti risultano ancora “aperti” il che significa che in pratica sono stati abbandonati, nonostante il buon numero di preventivi ricevuti. Dei restanti 6, solo due sono stati assegnati ad un progettista, gli altri sono stati chiusi senza ulteriori spiegazioni.

Ed ecco il dubbio numero 2: come si spiega una così pessima gestione di tutti questi progetti? Twago che cosa ci sta a fare se non vaglia attentamente i progetti prima di metterli in rete e se non s’interessa del perché una così alta percentuale di progetti non vanno a buon fine?

Andiamo avanti.

I progettisti che si sentono “in gara”.

A giudicare dai commenti di molti dei possibili freelance interessati al lavoro, a volte mi sembrava di essere nel bel mezzo di una gara in cui si dovesse inviare non un preventivo, ma una bozza giá realizzata del lavoro stesso. Molte persone infatti facevano domande del tipo: quale colore preferisce? Mi fa un esempio di una grafica che le piace? Qualcuno addirittura: se mi contatta per favore praticamente glielo faccio gratis (!!!)

Ulteriori dubbi avanzano: siamo o no in un sito per professionsiti? Se sì, quale lavorerebbe gratis? Twago é forse un sito in cui si fanno gare di grafica, come lo é per esempio 99design? per caso qualcosa mi sta sfuggendo??

Le mie perplessitá aumentano quando mi rendo conto che nella lista dei “freelance” che – come dice lo slogan di Twago – dovrebbero essere al servizio delle aziende, in realtá ci sono molte aziende, agenzie di comunicazione, web agency, software house… E chi più ne ha più ne metta. Inutile dire che il mio account da povera freelancer non compare nemmeno nelle prime 10 pagine della lista dei possibili fornitori.

Sono rimasta malissimo, e non ci capivo più niente. Mi sembrava di aver di aver perso tempo e basta, oltre che aver sbattuto via i soldi (199 euro). A questo punto, ho messo insieme un po’ di considerazioni, come quelle di cui ho scritto finora, ed ho scritto una mail alla persona che mi aveva contattato telefonicamente e che mi aveva fatto l’abbonamento, la quale signora si era detta sempre disponbile per qualsiasi evenienza.

Il fantastico Servizio Assistenza.

Scritta la mail il 4 luglio, nessuno mi ha mai risposto.

Forse che la persona in questione si era volatilizzata? O forse ha fatto delle ferie particolarmente lunghe? tutto é possibile, quindi sempre di buona lena (ormai siamo a settembre) scrivo un’altra mail questa volta un po’ ironica ringraziando per la gentile risposta, che ovviamente non c’é mai stata. Stavolta la signora risponde subito, dicendo che ha girato la mia richiesta all’Assistenza clienti.

A questo punto io, come una cogliona, aspetto ancora, la pazienza non mi manca; penso: sono un’azienda seria, mi dovranno pur rispondere. Per sicurezza però mi cerco la mail dell’Assistenza ed inoltro lo stesso messaggio scritto due mesi prima, con i mie dubbi e le perplessitá, ed anche con la preghiera di spiegarmi meglio il meccanismo di Twago, perché forse chissá… Ero io che non avevo capito come funzionava?

Il tempo passa, e nessuna risposta.

Intanto, sta per scadere il mio account freelancer, che tanto mi é stato utile per trovare nuovo lavoro, e siccome l’accordo prevede il rinnovo automatico senza possibilitá – UDITE UDITE … – di modificare questa opzione nel mio pannello di controllo, non posso far altro che scrivere una mail piuttosto decisa in cui affermo che senza la minima ombra di dubbio, non ho nessuna intenzione di rinnovare l’abbonamento. E la scrivo sia all’assistenza clienti, sia lla persona che mi aveva sottoscritto l’abbonamento. Mi viene risposto quasi subito che hanno ricevuto la mia richiesta e che sono molto dispiaciuti, etc etc, e che hanno provveduto al downgrade del mio account.

MOLTO BENE.

A questo punto, ho quasi deciso di mandarli a quel paese, e di archiviare il tutto sotto la voce “esperienze da non ripetere”, senonché, udite udite, sono loro che ricominciano a contattarmi.
Prima telefonata: la stessa persona che mi ha venduto l’abbonamento 7 mesi prima vuol sapere cos’é andato storto.

Prego??? Scusi, le ha ricevute le mie mail? E quelle spedite all’assistenza clienti? Risposta: ah ma sai, all’assistenza clienti sono oberati di lavoro (non faccio fatica crederci, veramente). Morale della favola: non hanno tempo per rispondere a te che non conti un cavolo. Non ci posso credere veramente. La telefonata va avanti per mezz’ora e mi viene assicurato che lunedi (siamo a venerdi sera) il suo capo mi ricontatterá per approfondire la questione, perché che cavolo… Sono molto, ma molto dispiaciuti dell’accaduto.

Invece, passa un mese e mezzo, e quando ormai stavo per archiviare definitivamente la questione nella famosa cartella “esperienze da non ripetere”, Twago mi richiama e stavolta il mio interlocutore é un po’ meno gentile di quello precedente.

Dice che é colpa mia, che non ho approfittato appieno della piattaforma, e che cavolo avevo ben 20 preventivi al mese e ne ho inviati solo 11 in tutto.
Dice che loro non mi avevano mai assicurato che io avrei trovato qualche progetto per cui lavorare (MA CHI TE L’AVEVA CHIESTO??) e che se l’assistenza clienti non mi ha mai risposto, sicuramente ci sará stato un buon motivo (certo, il motivo è che non ve ne frega niente dei vostri clienti, perchè io ero per voi un cliente, dato che ho acquistato uno dei vostri abbonamenti).
Ciliegina sulla torta, sul finale della telefonata, arriva a mettere in dubbio anche il fatto che io abbia mai scritto queste mail per richiedere spiegazioni ed assistenza.

Conclusioni.
Non avrei mai voluto scrivere questo post, e invece l’ho fatto: creativi, grafici, progettisti freelance, state alla larga da Twago, non hanno nulla da offrirvi. L’unica cosa che gli interessa é di vendervi i loro abbonamenti e fare dei soldi.

L’offerta di progetti in piattaforma è scarsa e gestita male.
L’abbonamento costa molto ed inoltre si prendono pure una percentuale sull’eventuale lavoro che vi potrebbe essere commissionato, senza contare il fatto che ogni servizio supplementare ha un costo pure quello, come per esempio aggiungere qualche immagine in più al proprio portfolio, oltre a quelle 6 che sono comprese.
Potrete contare sulla simpatica concorrenza di agenzie pubblicitarie, software house, ed altre realtá aziendali più o meno strutturate, altro che tutti freelance come voi.
L’assistenza clienti non esiste.

Buon lavoro a tutti!